di Casamassima Teodoro
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Agriturismoteo:
Casamassima Teodoro
Contrada Demanio Campagnolo
75012 Bernalda (MT)
ITALIA
Tel-Fax:: 0835-543490
    Cell: Tiziana 333-4258768;
          Dino    339-7248050

Cell. Wind Dino: 333-1019475


Recapito postale:
Casamassima Teodoro
Piazza del Popolo, 10
75012 Bernalda (MT)
ITALIA

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Foto dell'agriturismo

M U S E O   A R C H E O L O G I C O 

A   M E T A P O N T O 



Un itinerario storico lungo le complicate vicende degli insediamenti della zona.
Località attuale Metaponto Borgo (dall’Agriturismoteo andare sulla strada a 4 corsie “Basentana”, girare a sinistra per “Metaponto”. Dopo 2/3 minuti di macchina troverete un cartello stradale con la scritta “Museo Archeologico” con lo sfondo di colore giallo, girare a sinistra. Vi troverete a Metaponto Borgo. Proseguite per tutta la strada fino in fondo, girate a sinistra. Una volta girato a sinistra, girate nuovamente a sinistra. Vi troverete il Museo davanti a Voi).



Indirizzo Orari Contatti
Via Aristea, 21
   Metaponto Borgo
09:00-19:00 0835-745327


Notizie
L’esposizione si snoda in un percorso costituito da quattro sale, contenenti reperti dagli scavi della città magnogreca e dalle necropoli e santuari della zona. Le sezioni sono dedicate alla presenza indigena dell’età protostorica, alla colonizzazione greca del VIII-VII sec. a.C., ai rapporti dei greci con le popolazioni indigene e alla rovinosa romanizzazione della zona nel III sec. a.C.



Descrizione
Nel periodo dell’età del Bronzo le popolazioni locali entrano in contatto con la civiltà micenea, come è possibile constatare dalla presenza di reperti di importazione e di fabbricazione locale. Segue, nell’età del Ferro, il progressivo sviluppo della comunità indigena degli Enotri, con l’affermarsi, al suo interno, di una élite aristocratica capace di accumulare grosse quantità di ricchezze, testimoniate dai corredi funerari rinvenuti, costituiti in massima parte da oggetti bronzei di ornamento personale di alta qualità (fibule a spirale, a disco e a occhiali, armille a serpente, pettorali, armi), insieme a collane in ambra e pasta vitrea e oggetti in avorio che attestano fiorenti scambi commerciali. La colonizzazione greca è ampiamente evidenziata dai reperti provenienti dal santuario dell’Incoronata, risalenti alla prima metà del VIII sec. a.C. (coppa mediogeometrica con decorazioni a chevrons, d’importazione greca, ceramica corinzia) e al VII sec. a.C. (tazza con iscrizione "Pyrrho olpe", ceramica ionica decorata a stambecchi). Di questo periodo è rilevante il prezioso incensiere dell’Incoronata, con un fusto decorato con stampigli a onde, figure di animali alati e scene di combattimento su registri diversi, scene mitologiche e gorgone nella parte bassa. Nella metà del VII sec. a.C. avviene la distruzione del sito dell’Incoronata da parte degli achei, che fondano una colonia a Metaponto come avamposto contro Taranto e successivamente creano una serie di fattorie nell’interno per controllare il territorio adiacente gli insediamenti Enotri (interessanti i reperti di oggetti di uso domestico trovati in questi insediamenti). Lo splendore della colonia raggiunge il suo apice nel VI-V sec. a.C., con i reperti dai tre templi cittadini, consistenti in materiale votivo fittile, terrecotte di tradizione dedalica, ceramica a vernice nera arcaica, un bronzetto arcaico di kriophoros, frammenti di decorazione architettonica raffiguranti una fanciulla con panneggio dipinto, un arciere in calcare dal tempio di Apollo, sime laterali con grondaie a testa leonina e meandri dallo stesso tempio, una lastra di rivestimento del tempio C, con scena di matrimonio sacro tra divinità su carretto trainato da muli, un modellino di tempietto in calcare dal tempio B. Dai quartieri dei ceramisti interessanti scarti di lavorazione (hydria a figure rosse del pittore di Dolone, degli inizi del IV sec., deformata da una cottura mal riuscita, distanziatori, frammenti di ceramica a figure nere e rosse. Una sala specifica è dedicata al materiale del santuario di San Biagio alla Venella, costituito da frammenti architettonici del tempio, terrecotte votive caratteristiche per la loro forma tubolare simile alle statue in legno dette xoana, raffiguranti divinità femminili della natura e kourothrophos, e bruciaprofumi, caratteristici anch’essi di questo santuario e risalenti al VII-VI sec. a.C. L’occupazione romana del III sec. a.C., infine, è testimoniata dalle ceramiche grigie ellenistiche, quelle sigillate romane e africane, quelle tardoimperiali prodotte in Asia Minore, fino a una lucerna bizantina del VI sec. d.C. con decorazione a spirale.

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