Un
itinerario storico lungo le complicate vicende degli insediamenti della
zona.
Località
attuale
Metaponto
Borgo (dall’Agriturismoteo andare sulla strada a 4 corsie “Basentana”,
girare a sinistra per “Metaponto”. Dopo 2/3 minuti di macchina troverete
un cartello stradale con la scritta “Museo Archeologico” con lo sfondo
di colore giallo, girare a sinistra. Vi troverete a Metaponto Borgo.
Proseguite per tutta la strada fino in fondo, girate a sinistra. Una volta
girato a sinistra, girate nuovamente a sinistra. Vi troverete il Museo
davanti a Voi).
Indirizzo
Orari
Contatti
Via
Aristea, 21 Metaponto Borgo
09:00-19:00
0835-745327
Notizie L’esposizione si snoda in un percorso costituito da quattro sale,
contenenti reperti dagli scavi della città magnogreca e dalle necropoli e
santuari della zona. Le sezioni sono dedicate alla presenza indigena dell’età
protostorica, alla colonizzazione greca del VIII-VII sec. a.C., ai rapporti
dei greci con le popolazioni indigene e alla rovinosa romanizzazione della
zona nel III sec. a.C.
Descrizione
Nel periodo dell’età del Bronzo le popolazioni locali entrano in
contatto con la civiltà micenea, come è possibile constatare dalla presenza
di reperti di importazione e di fabbricazione locale. Segue, nell’età del
Ferro, il progressivo sviluppo della comunità indigena degli Enotri, con
l’affermarsi, al suo interno, di una élite aristocratica capace di
accumulare grosse quantità di ricchezze, testimoniate dai corredi funerari
rinvenuti, costituiti in massima parte da oggetti bronzei di ornamento
personale di alta qualità (fibule a spirale, a disco e a occhiali, armille a
serpente, pettorali, armi), insieme a collane in ambra e pasta vitrea e
oggetti in avorio che attestano fiorenti scambi commerciali. La colonizzazione
greca è ampiamente evidenziata dai reperti provenienti dal santuario
dell’Incoronata, risalenti alla prima metà del VIII sec. a.C. (coppa
mediogeometrica con decorazioni a chevrons, d’importazione greca, ceramica
corinzia) e al VII sec. a.C. (tazza con iscrizione "Pyrrho olpe",
ceramica ionica decorata a stambecchi). Di questo periodo è rilevante il
prezioso incensiere dell’Incoronata, con un fusto decorato con stampigli a
onde, figure di animali alati e scene di combattimento su registri diversi,
scene mitologiche e gorgone nella parte bassa. Nella metà del VII sec. a.C.
avviene la distruzione del sito dell’Incoronata da parte degli achei, che
fondano una colonia a Metaponto come avamposto contro Taranto e
successivamente creano una serie di fattorie nell’interno per controllare il
territorio adiacente gli insediamenti Enotri (interessanti i reperti di
oggetti di uso domestico trovati in questi insediamenti). Lo splendore della
colonia raggiunge il suo apice nel VI-V sec. a.C., con i reperti dai tre
templi cittadini, consistenti in materiale votivo fittile, terrecotte di
tradizione dedalica, ceramica a vernice nera arcaica, un bronzetto arcaico di
kriophoros, frammenti di decorazione architettonica raffiguranti una fanciulla
con panneggio dipinto, un arciere in calcare dal tempio di Apollo, sime
laterali con grondaie a testa leonina e meandri dallo stesso tempio, una
lastra di rivestimento del tempio C, con scena di matrimonio sacro tra divinità
su carretto trainato da muli, un modellino di tempietto in calcare dal tempio
B. Dai quartieri dei ceramisti interessanti scarti di lavorazione (hydria a
figure rosse del pittore di Dolone, degli inizi del IV sec., deformata da una
cottura mal riuscita, distanziatori, frammenti di ceramica a figure nere e
rosse. Una sala specifica è dedicata al materiale del santuario di San Biagio
alla Venella, costituito da frammenti architettonici del tempio, terrecotte
votive caratteristiche per la loro forma tubolare simile alle statue in legno
dette xoana, raffiguranti divinità femminili della natura e kourothrophos, e
bruciaprofumi, caratteristici anch’essi di questo santuario e risalenti al
VII-VI sec. a.C. L’occupazione romana del III sec. a.C., infine, è
testimoniata dalle ceramiche grigie ellenistiche, quelle sigillate romane e
africane, quelle tardoimperiali prodotte in Asia Minore, fino a una lucerna
bizantina del VI sec. d.C. con decorazione a spirale.